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Cavalli d'Acciaio: in mostra un viaggio fotografico lungo le strade ferrate della Regione
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 Data Inizio: 25 Luglio 2009
 Data Termine: 23 Agosto 2009

 Comune: Udine

 Arte

Pozzi, De Simon e Gaetani hanno catturato le immagini di paesaggi e persone attraverso 'l’atmosfera dello scompartimento'


Sabato 25 luglio alle 17 nelle sale della Casa della Contadinanza, sul colle del castello di Udine, sarà inaugurata la mostra fotografica Cavalli d'Acciaio.
Guardare il Friuli Venezia Giulia attraverso l’obiettivo di tre talentuosi e appassionati fotografi, che hanno saputo immortalare gli scorci più significativi della loro terra d’origine. Cavalli d’Acciaio. Viaggio poetico fotografico lungo i binari della regione Friuli Venezia Giulia è il titolo della mostra fotografica firmata da Luciano Pozzi, Ivano De Simon e Chiara Gaetani, tre appassionati fotografi del Circolo fotografico friulano, l’ esposizione è promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Udine, nell’ambito di UdineEstate, e patrocinata dal Museo Ferroviario di Trieste Campo Marzio e dalla sezione Appassionati dei Trasporti del Dopolavoro Ferroviario di Udine.

L’allestimento, visitabile fino al 23 agosto, ripercorre un viaggio sulle strade ferrate della regione, alla scoperta del mare, delle pianure, dei laghi, delle colline, delle montagne e dei fiumi. Un modo per scorgere orizzonti e mondi completamente sconosciuti rispetto a tutto quello che si credeva di aver già esplorato.
La forza della poesia, della prosa funge insomma da motore ispiratore alla riscoperta di un ambiente in cui la storia e il succedersi di epoche diverse hanno contribuito ad offrire un panorama che spesso soltanto il treno riesce a cogliere nelle sue sfumature più cariche e profonde. A fronte di ciò non risulta tuttavia che esista uno studio autorevole e aggiornato sul treno e la ferrovia nell’ambito della letteratura italiana. Nonostante questo, la ricerca di materiali ha potuto comunque concentrarsi sulle testimonianze poetico letterarie lasciateci da personaggi come Carducci, Pirandello, Svevo, Pascoli ed altri ancora.
Ma quali sono gli agganci tra la poesia e l’elemento treno, quali i presupposti affinché quest’ultimo possa offrire alla poesia gli strumenti idonei ad apparire sotto una veste diversa o quanto meno mai vissuta prima? “La risposta – spiegano i curatori – non é immediata. Tuttavia, man mano che ci si addentra nell’argomento, ci si accorge quanto la fantasia di uno scrittore o la magia di una opera poetica riesca a scoprire come la figura del treno sia in grado di incidere nel nostro vissuto, scoprire come la esperienza di un viaggio a volte importante, a volte ripetitivo, possa d’improvviso rivelare contenuti totalmente nuovi nel panorama intimo di ogni persona”.
L’atmosfera di uno scompartimento vissuta attraverso la compagnia di uno o più sconosciuti porta a scoprire dentro o fuori da quel finestrino un profilo di ognuno di noi del tutto inedito, mai sospettato prima, proprio perché “prigionieri” di una dimensione troppo spesso incapace di liberarsi della cecità della solita routine.
Nel treno c’é sempre un clima di spontanea solidarietà: si finisce per appartenere a un gruppo, sentendo le voci, i discorsi degli altri, magari sconosciuti, si trova finalmente il modo per parlare. Il treno riesce insomma ad aprire nuova vita alla vita, proprio come una grande immensa favola destinata alla fantasia e alla curiosità di un bambino mai sazio.

La mostra, che dopo l’inaugurazione resterà aperta fino al 23 agosto, osserverà i seguenti orari: dal martedì al venerdì dalle 17.00 alle 19.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 19.00.

Ingresso gratuito.

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